JEFF BRIDGES

Jeff Bridges da molti conosciuto come attore carismatico per il suo ruolo nel film Il grande Lebowski, ha un altro e importante lavoro (non direi hobby data l’importanza che ricopre nella sua vita) come fotografo e, aggiungerei, molto affermato.

La sua passione nasce ai tempi della scuola, quando sviluppava i rullini per scoprire le sue immagini e capire cosa rende accattivante una fotografia e cosa potrebbe renderla tale. Una vera a propria ricerca di un risultato interessante e di ciò che il suo lavoro potrebbe trasmettere.

Utilizza una Widelux, cioè una macchina fotografica panoramica analogica, che permette, inoltre, di poter fotografare nello stesso fotogramma una persona per ben due volte (ovviamente i tempi di scatto e la velocità del soggetto si devono saper impostare). La prima Widelux gli è stata regalata per le sue nozze dalla moglie, anche lei fotografa.

Porta sempre con sé la camera quando lavora e scatta momenti di backstage e sessioni fotografie con i colleghi e gli addetti ai lavori: immagini di riprese, momenti di gioco fra attori, trucco, making of.

Ha pubblicato due book fotografici “Pictures vol. I” e “Pictures vol. II” i cui proventi sono devoluti al Motion Picture & Television Fund.

Il suo sito è molto originale, (del resto, non mi aspettavo altro da un artista ecclettico come Jeff Bridges) in cui racconta la sua vita da fotografo sessione per sessione, senza tralasciare nulla. Nel sito, che utilizza un font script in tutti i suoi titoli e doodles vari per i riferimenti ai vari link e pagine, troviamo persino le tips per utilizzare al meglio la Widelux.

Il sito di Jeff Bridges, completo in ogni sua parte, si districa nelle varie sezioni partendo dal vendita delle stampe delle sue immagini e alle sue mostre, per poi proseguire con la rassegna stampa, i suoi libri, le sue fotografie nei vari lungometraggi, curiosità su come nasce la sua fotografia (una sorta di biografia fotografica), il fotografo da cui prende ispirazione e, per finire, diversi suggerimenti per utilizzare al meglio la Widelux.

Dice Bridges della Widelux – «La Wide-Lux è un’amante volubile; il suo mirino non è preciso e non c’è messa a fuoco manuale, quindi ha un’arbitrarietà, una qualità capricciosa.» e continua «ha una mancanza di preziosità che rende le cose più umane e oneste».

Come persona, come uomo, la sua mancanza di artefazione la ritrova nel mezzo che gli permette di scattare immagini dinamiche e non convenzionali. Bridges sottolinea, infatti, che «Grazie al suo obiettivo panoramico (la Widelux n.d.r.), funziona come una sorta di ponte tra la fotografia fissa e le immagini in movimento». Oserei dire “un ponte fra la fotografia e il cinema”.

I suoi scatti sono diventati dei book ricordo dei vari film che ha girato: grazie all’attrice Karen Allen, interprete con lui in Starman, che gli ha suggerito di raggruppare le fotografie in un libro, Bridges ha creato dei book fotografici con gli scatti fatti durante le riprese dei suoi film che ha, successivamente, regalato al cast e alla troupe.

Nei suoi libri (Pictures vol. I e Pictures vol. II) sono racchiusi alcuni dei migliori scatti dei vari book fotografici realizzati per i cast dei film in cui ha lavorato. Solo per citarne alcuni: 7 sconosciuti a El Royal, Hell or High water, Il settimo figlio e Tron: Legacy.

Il lavoro di Jeff Bridges per la fotografia è reale e ci riporta a una modalità di scatto e produzione fotografica umana. Riporta alla memoria la meccanicità dello scatto, l’attesa dello sviluppo e la scoperta di un lavoro ricercato, studiato, toccato con mano. Nella natura dello scatto analogico non vi è menefreghismo: si scatta perché l’immagine trasmetta qualcosa, perché abbia un significato. Il sistema digitale ci ha donato tante possibilità, tranne quella di misurare la quantità di insignificanti scatti inutili.

https://www.jeffbridges.com/photography

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